LAVANDA: LE MILLE SPIGHE (NON SOLO) BLU

La lavanda, intramontabile pianta della tradizione dai mille usi e dalle virtù insostituibili, è un classico rivisitato grazie a nuovi colori e varietà.

Lavandula Valence Dark Violet

Nessun’altra pianta al mondo possiede l’anima libera della lavanda. Cresce selvatica da millenni sui terreni aridi e sassosi dell’areale mediterraneo; eppure in estate la vediamo coltivata ovunque, in città come in campagna, in contenitore o in piena terra, in terrazze moderne e in ville antiche. Non lascia spazio alle trappole degli stereotipi, la lavanda, ma si muove svincolata dai contesti. Una versatilità che l’ha trasformata nell’ultimo secolo in un’essenza dal palmarés paesaggistico con pochi eguali.

La lavanda è una perenne xerofila e consacrata al sole che forma cuscini compatti, sopra i quali spiccano le spighe colorate. I toni spaziano dal rosa fino al blu profondo, passando per molteplici nuances di viola. Sempreverde, il suo massimo potenziale lo esprime in pieno campo, in massa; ma si trova a proprio agio anche in un singolo vasetto sul lavello della cucina. Impossibile farne a meno.

Relegare la lavanda alla categoria degli “aromi” da cucina o da sacchetto è riduttivo per un’essenza dalla personalità così forte e che permette moltissimi utilizzi in giardino o in terrazzo.

La lavanda è stata ed è protagonista di un numero senza fine di giardini informali; eppure, i suoi cuscini ordinati si inseriscono alla perfezione in dehors architettonici di fianco a Ilex crenata e palle di bosso topiate. Anzi, le sue spighe morbide e colorate si muovono delicate al vento donando un briciolo di anima ai giardini troppo rigidi e formali. Nella foto: Lavandula ‘Valence Dark Violet’ varietà di nuova generazione che forma splendidi cuscinetti uniformi e compatti portando spighe di colore viola scuro e intenso

Una, cento, mille lavande
Le lavande hanno foglie grigio-verdi e un portamento inizialmente erbaceo e poi arbustivo quando cominciano a sviluppare legno nella parte inferiore. Le dimensioni del cespuglio e i periodi di fioritura possono variare a seconda della specie. Lavandula latifolia, ad esempio, è specie collinare, abituata a climi freschi, e fiorisce in tarda estate molto dopo le altre. Viceversa Lavandula dentata, così chiamata per via dei caratteristici margini dentellati delle foglie, è diffusa tra Nordafrica e Canarie e fiorisce già in primavera.

Siamo abituati a considerare la lavanda come una cosa sola, quasi una mono coltura, e invece al genere Lavandula appartengono oltre trenta specie che si differenziano per habitus, morfologia, esigenze colturali, aromi, struttura e colore delle infiorescenze.


La più diffusa è la specie Lavandula angustifolia, chiamata dai botanici con i nomi di L. officinalis o L. vera, oggi in disuso. Questa pianta ha creato il mito della lavanda grazie a fioriture precoci e spighe profumatissime, declinata in innumerevoli varietà e cultivar.

Tra questa Lavandula angustifolia ‘Hidcote’ è una delle più celebri e apprezzate: varietà compatta, si distingue per la lunghissima fioritura e per l’aroma penetrante che emanano le spighe; si riconosce anche per il bel contrasto tra le spighe blu scuro e il colore verde-blu del cespuglio. Eccellente per bordure e siepi basse. [Dimensioni circa 50×50 cm]Lavandula stoechas , entrata in auge negli ultimi anni, ha anche lei un portamento molto compatto ma fiori porporini, sormontati da un vistoso ciuffetto, e sprigiona un profumo inebriante, molto usato nell’industria profumiera.

Non dimentichiamo infine L. x intermedia, un ibrido naturale, rustico, fiorifero e affidabile, caratterizzato da dimensioni più generose (i cuscini superano il metro di diametro e di altezza) e da fogliami grigio-argentei molto attraenti anche in inverno; viene ampiamente usata grazie alle moltissime cultivar che ne sfruttano le eccellenti doti genetiche di partenza.

foto: campi di lavanda all'abbazia Sénanque, in Provenza

Per ottenere un flaconcino da 20 ml di olio essenziale di lavanda occorrono fino a 3 kg di spighe di fiori, che vengono distillati rigorosamente freschi.

Come usarla in giardino
Le lavande trasmettono colori freddi (grigi-verdi-blu) e volumi ben definiti e questo le rende facili da associare con numerose essenze erbacee e arbustive. A patto che siano anch’esse amanti dei luoghi assolati e del terreno secco, come gaure e graminacee, ma anche arbusti dalle foglie verdi come cisti e rosmarini. Eccellente in bordura, la lavanda funziona benissimo anche a gruppi di 5-7 esemplari per dare una macchia di colore oppure come siepe bassa a segnare un passaggio o un camminamento
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foto Lavandula intermedia 'Phenomenal'

Una fragranza energizzante
Se diciamo “profumo” quale pianta vi viene in mente? Scommettiamo che nelle prime posizioni ci sarà sicuramente la lavanda, portatrice di virtù profumate che già gli antichi erano soliti esaltare aggiungendo le sue spighe all’acqua per lavarsi, una pratica che a lungo andare ha trasmesso il nome alla pianta (arrivato fino a noi tale e quale, dal gerundivo latino del verbo lavare). Il ventaglio di aromi freschi e decisi della lavanda conquista facilmente tutti per l’effetto energizzante in grado di attenuare la stanchezza. Ancora oggi impregna lenzuola e asciugamani di casa, ed è l’ingrediente principe di sacchetti aromatici, pot-pourri e mazzetti odorosi; i numerosi cultori del profumo di lavanda difficilmente ammettono altre fragranze oltre a quella sprigionata dal suo olio essenziale, che viene distillato da fiori rigorosamente freschi. Basti pensare che per ottenere un flaconcino da 20 ml occorrono ben 3 kg di spighe!

Api e lavande, l’avrete notato, sono ottimi amici, e con i bombi poi è amore vero. Perché? Perché i bombi, grazie a una lingua più lunga, riescono ad accedere meglio ai fiori tubulari della pianta.

Dove sì, dove no
La lavanda non può mancare mai in giardino o in terrazzo, soprattutto se il terreno tende al secco o non c’è impianto di irrigazione. E poi le lavande hanno un altra utile peculiarità: attirano tantissimi insetti che portano il suo polline di fiore in fiore; e non parliamo solo di api ma anche di farfalle, falene e piccoli uccelli, tutti animaletti che svolgono un ruolo fondamentale per l’equilibrio naturale.

Ovviamente le api e gli insetti non amano i fiori per la loro bellezza ornamentale, ad attirarli sono i profumi dolci e penetranti, indicativi della quantità di nettare che riusciranno a trasportare nell’arnia.

Le piante di lavanda, come tutte le Lamiaceae, sono colme di nettare. Di conseguenza le api, che amano l’efficienza, con un singolo viaggio riescono a “fare il pieno”; Molto di più rispetto alla media degli altri fiori. Alla luce di questo, le varietà di L. angustifolia sono quelle capaci di attrarre il maggior numero di api e insetti impollinatori e di garantire loro una “dieta” più regolare.

Le api sono nostre amiche ma fate attenzione: se volete evitare insetti invadenti, evitate di mettere le lavande in zone di sosta o vicino alla piscina.

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