Il miglioramento dell’ambiente cittadino passa da un incremento del verde, pubblico e privato, e da progetti che rendono i quartieri più vivibili, resilienti e pronti ad affrontare le sfide del cambiamento climatico.
La rigenerazione urbana è un processo di riqualificazione di un territorio degradato o sotto utilizzato volto a favorire il miglioramento delle sue condizioni urbanistiche e socio economiche, e dunque la qualità della vita degli abitanti.
Negli ultimi anni questo tema è salito alla ribalta del dibattito pubblico, ma il concetto non è nuovo. Le sue origini risalgono alla metà del XIX secolo con i lavori di bonifica e riconversione di aree degradate di grandi città industriali britanniche o i progetti della Parigi del barone Haussmann.

Oggi la rigenerazione urbana è di fondamentale importanza non solo per motivi estetici o economici, ma perché le città hanno l’impellente necessità di organizzarsi per affrontare il cambiamento climatico in corso. Temperature sempre più alte, precipitazioni sempre più intense e improvvise o lunghe fasi di siccità impongono agli amministratori di intervenire per rendere il contesto urbano più resiliente e stimolarne l’adattamento alle nuove condizioni.
Il verde può dare un contributo sostanziale al miglioramento della qualità della vita nelle città. È dimostrato, infatti, che dove ci sono alberi e aree verdi al posto di asfalto e pavimentazioni impermeabili le temperature massime estive sono più basse e il suolo assorbe meglio la pioggia evitando danni causati da inondazioni e bombe d’acqua. Inoltre, le piante assorbono CO2 e producono ossigeno, migliorando l’aria nelle città.
La rigenerazione urbana richiede certamente un intervento dall’alto, ma ogni semplice cittadino può fare la propria parte. Coltivare un giardino cittadino, installare un tetto verde o arricchire un balcone di piante sono scelte significative perché contribuiscono al miglioramento ecologico, ma è anche importante informarsi e sostenere le realtà che in città portano avanti progetti di ecologia legati all’estensione delle aree verdi o alla creazione di piste ciclabili.

Sono moltissimi i progetti di rigenerazione urbana implementati negli ultimi anni. Tra i più interessanti ci sono quelli che riguardano la capitale danese Copenaghen, dove le misure per adattarsi al cambiamento climatico hanno riguardato in particolare la riorganizzazione del sistema di raccolta delle acque e la realizzazione di pavimentazioni stradali permeabili. Ma non solo: sono state realizzate aree verdi e piccoli parchi e la rete delle piste ciclabili è stata incrementata, oltre alla riconversione di aree industriali in quartieri con servizi e abitazioni a impatto zero. Un termovalorizzatore è stato mimetizzato in un pendio per la discesa con gli sci, circondato sugli altri versanti da spazi per passeggiate e pareti per l’arrampicata, trasformando CopenHill da luogo poco ambito in uno dei cuori della vita sociale della città.
A Uppsala, in Svezia, su un’ex area di addestramento militare è stato creato un laghetto per le acque piovane che protegge dalle inondazioni in caso di forti piogge e assicura la depurazione della acque. Il progetto ha avuto al centro la promozione della biodiversità per riportare la natura anche in una zona urbanizzata come quella in oggetto.
È ormai un caso di scuola quello della colombiana Medellin, dove molte strade sono state trasformate in corridoi verdi per combattere le isole di calore e abbassare le temperature. Un impegno iniziato nel 2016 che ha portato alla realizzazione di ben 30 corridoi verdi che si estendono per 20 chilometri con la piantumazione di centinaia di migliaia di alberi e arbusti. I risultati? In tre anni la temperatura media dell’aria è scesa di oltre 4°C e quella al suolo di oltre 10, con un contemporaneo miglioramento della qualità dell’aria. La mobilità dolce è stata incentivata e il verde urbano ha dato lavoro a decine di persone.






1. Mantieni puliti gli attrezzi da giardinaggio
3. Nutri il terreno
Le rose
Dove potare? Per accorciare i rami, quando si è individuata la posizione adeguata, si sceglie un punto un centimetro sopra una gemma rivolta verso l’esterno e si esegue un taglio obliquo lasciando la porzione più lunga di ramo sopra la gemma. In questo modo, l’acqua piovana scivolerà via dal taglio evitando il rischio di ristagno, e dunque l’insorgere di malattie.
Le ortensie
Arbusti decidui
















Nella Francia centrale, non lontano dalle cittadine di Amboise e Blois, c’è un luogo unico, che unisce l’indubbio fascino delle regge francesi, patrimonio UNESCO, con l’arte e la poesia di giardini bellissimi e spesso visionari. Stiamo parlando del Domaine de Chaumont-sur-Loire, un meraviglioso parco che si sviluppa attorno all’omonimo castello, che ogni anno ospita il Festival Internazionale dei Giardini. Giunto alla 24ma edizione, il Festival sarà visitabile fino al 3 novembre prossimo.
FONTE DI VITA: RIPENSIAMO IL GIARDINO
Dall’osservazione dei lombrichi, simbolo della fertilità del suolo, nascono le forme sinuose dei camminamenti e dei passaggi a spirale che introducono il visitatore verso un itinerario disseminato di punti di interesse: un laghetto con vegetazione di sponda, tane di mammiferi tra i cespugli, nidi di volatili appesi agli alberi, radure e aree di sosta in mezzo al verde. Il giardino creato è per sua vocazione un ambiente in equilibrio tra piante e animali, efficiente sotto ogni aspetto (consociazioni botaniche, risparmio idrico, lotta integrata). Scarabei, coccinelle, ragni, api, farfalle, sirfidi, bruchi, ma anche lucertole, rane, uccelli, topolini e piccoli mammiferi si muovono tra mucchietti di compost, cortecce, buche nel terreno, tronchi e sassi allestiti lungo il percorso, in un ciclo vitale che cambia e si rinnova in continuazione.


Dietro Lefty Gardens ci sono due progettisti lombardi, Davide Cerruto e Walter Coccia, che nel 2014 hanno fondato uno studio di architettura del paesaggio con l’intenzione di portare avanti la loro personale idea di giardino e di paesaggio: forte progettualità, ricerca del bello e basso consumo di risorse sono i tre concetti fondanti che da 10 anni caratterizzano in modo trasversale i loro lavori, che siano terrazze, ville, parchi, cascine o giardini pensili.