ORTENSIA: REGINA DEL GIARDINO ESTIVO

Le ortensie sono ancora gli arbusti da fiore preferiti da novizi e appassionati. Oggi l’offerta per terrazzi e giardini è ancora più ricca e comprende le specie paniculata, quercifolia e altre splendide sorelle. Non più minori.

Le ortensie: alzi la mano chi non le conosce. In contenitore o in piena terra, poche piante ripagano così tanto il giardiniere come le ortensie. In Europa divennero un instant classic fin dalla fine del Settecento, periodo durante il quale vennero scoperte e importate da Estremo Oriente e Stati Uniti.

Una grande famiglia
Longeve, allegre, affidabili, la famiglia delle Hydrangea (questo il nome botanico) non si limita alla H. macrophylla, tuttora la più famosa e utilizzata, ma abbraccia numerose specie differenti per sviluppo e portamento. In commercio si possono trovare migliaia di varietà e cultivar di hydrangea e tutte derivano da poche specie principali.

E con i nomi variano anche le infiorescenze. Possono essere corimbi globosi (mophead) oppure infiorescenze piatte (lacecap) o ancora panicoli allungati mentre i periodi di fioritura spaziano dalla primavera all’autunno. Continua a leggere la nostra mini guida sulle ortensie e scopri tra tutte le specie quelle che meglio si addicono al tuo gusto, al tuo giardino, al tuo terrazzo.

photo Chantal Garnier on Unsplash

SPECIE DI ORTENSIE


Esposizione e temperature

La maggior parte delle ortensie sono piante da sottobosco, quindi beneficiano della luce del sole filtrata dalle chiome degli alberi. Di conseguenza in giardino andrebbero messe a dimora in posizioni analoghe: in prossimità di un albero oppure rivolte a est, esposte al sole diretto soltanto di mattina. Il forte sole pomeridiano potrebbe infatti ustionare il fogliame dell’ortensia e queste considerazioni valgono ancora di più se ci troviamo in un’area geografica con estati torride. Tuttavia alcune specie di ortensie, come Hydrangea paniculata> e H. quercifolia,possono vivere bene in condizioni di pieno sole, se adeguatamente irrigate.

Per quanto riguarda la resistenza al freddo, quasi tutte le ortensie quando sono dormienti possono resistere a inverni rigidi (H. petiolaris e >H. quercifolia sopportano temperature estreme, anche -25°) mentre bisogna prestare attenzione alle Hydrangea macrophylla a fioritura precoce: una gelata tardiva non farà morire l’ortensia, ma potrebbe compromettere irrimediabilmente la fioritura dell’anno.

Quanta acqua alle ortensie?
Difficile stabilirlo a priori con una tabella: dipende dall’esposizione solare, dalla specie, dal tipo di substrato e da altri fattori meteorologici e ambientali. Tuttavia, si può dire che le ortensie gradiscano innaffiature generose<, specialmente in primavera e in estate, quando portano il gradevole fardello dei fiori. In questo periodo è bene evitate che il terreno si asciughi del tutto, viceversa può essere necessario bagnarle tutti i giorni se l’ortensia è in vaso, ogni due o tre giorni se in piena terra.

photo Hydrangea macrophylla 'Blaumeise' by Lefty Gardens

Una volta indovinata posizione e messa a dimora il più è fatto: sono arbusti a bassa manutenzione e dovrete limitarvi a potarle e ripulirle una volta l’anno.

Come e dove piantare le ortensie
Come detto, molte ortensie preferiscono posizioni di ombra luminosa, con luce che filtra dalle foglie degli alberi oppure affacciate a est. Tuttavia alcune specie – come
Hydrangea paniculata e Hydrangea quercifolia – crescono meglio con qualche ora in più di luce solare diretta. In ogni caso è da curare sempre la messa a dimora: tutte le ortensie amano terreni umidi e ricchi di materia organica e mal sopportano i ristagni idrici, che alla lunga possono risultare fatali per la pianta. Prima di piantare l’ortensia,lascia il vaso in ammollo per 10 minuti in un secchio pieno d’acqua, poi procedi con l’impianto, avendo cura che la buca sia almeno tre volte il pane di terra o più grande di circa 10 cm, se in vaso.

photo Hydrangea arborescens sotto la neve

Colore e ph delle ortensie
Le hydrangea portano in dote una palette di colori che abbraccia i toni del rosa, del rosso, del viola, del bianco e del blu, con un’infinità di sfumature intermedie che arricchiscono il giardino. I colori dei fiori di molte ortensie sono determinate dal patrimonio genetico della pianta stessa e tali rimangono. Ma in alcuni casi – ad esempio H. macrophylla e H. serrata – i colori si devono al differente pH del suolo: se il terreno è acido, ovvero pH<6, si avranno fiori tendenti al blu. Se il pH è maggiore di 6 tendono invece al rosa. Il bianco rimane bianco. Per agire sul colore si trovano facilmente in commercio azzurranti e correttori di ph, ma ancora prima puoi agire utilizzando un buon terriccio per piante acidofile al momento dell’impianto, che sia in terra o in vaso.

Le ortensie in giardino
La famiglia delle ortensie è accomunata da una preziosa dote: sono arbusti “forti” dal punto di vista progettuale, capaci di dare carattere e struttura agli spazi più scialbi. Per questo in ogni giardino che si rispetti, ancora oggi, le ortensie non dovrebbero mai mancare. Ricorda che il drenaggio è vitale, se il terreno del giardino è troppo pesante e argilloso, puoi migliorare molto la permeabilità aggiungendo compost in quantità durante l’inverno. Anche in inverno le ortensie lasciano il segno: le masse fiorite seccano e diventano dorate, quindi decorative, mantenendo viva la promessa delle incantevoli fioriture che verranno. Fioriture, quelle delle ortensie, che non deludono e non stancano mai.

Quando piantare
Le stagioni migliori per piantare le ortensie sono l’autunno e l’inizio della primavera. Se si effettua la messa a dimora nei mesi di novembre e dicembre, difatti, la pianta ha il tempo di sviluppare in modo efficace il proprio apparato radicale e di minimizzare lo stress per il passaggio dal vaso alla terra. Stress che invece sarebbe molto maggiore durante i mesi caldi, quando la pianta è al culmine della vegetazione.

Proteggile con la pacciamatura
La tua ortensia è in vaso? In primavera distribuisci intorno al colletto della pianta 2 o 3 cm di cortecce sminuzzate, in questo modo crei uno strato protettivo che porta solo benefici: mantiene umido il terriccio, soffoca le erbacce in modo naturale, protegge le radici dagli sbalzi termini.

Come potare le ortensie
Per quanto riguarda la potatura, le ortensie si dividono in due macro categorie: ortensie che fioriscono sui rami dell’anno e ortensie che fioriscono sui rami di almeno un anno. Questa precondizione determina il tipo di potatura: le ortensie del primo tipo possono essere potate in maniera energica o addirittura drastica (come nel caso delle H. arborescens) mentre le ortensie del secondo tipo devono essere potate in misura minore e attenta, pena un ridimensionamento della fioritura.

Ogni foglia secca, fiore e rametto spezzato, danneggiato, infestato da insetti deve in sostanza essere rimosso prima che faccia danni o causi stress alla pianta

Potare è potere: la regola delle 4 M
Ad ogni modo, quando si parla di potatura la regola delle 4 M vale per tutte le ortensie e per la verità per tutte le piante. Significa che puoi potare tranquillamente tutto quello che da una pianta risulta Morto, Malato, Morente o Menomato. Ogni foglia secca, fiore e rametto spezzato, danneggiato, infestato da insetti deve in sostanza essere rimosso prima che faccia danni o che causi stress alla pianta, che in questo modo viene preservata da un’ulteriore dispendio di energie.

5 consigli per ortensie perfette

1. Non comprare piante forzate a fiorire anzitempo, che spesso vengono trattate con ormoni e nanizzanti che ne pregiudicano lo sviluppo. Come te ne accorgi? Se è solo aprile e hanno fiori enormi e perfetti, c’è qualcosa che non va…

2. Il vaso è piccolo? Occorre travasare l’ortensia in uno più grande, ma fai attenzione a non esagerare, se il vaso è enorme la pianta si blocca: sceglilo invece di circa 5-10 cm più alto e largo.

3. Il terriccio è (quasi) tutto: diffida di sacchi che costano uno-due euro. Sceglilo sempre di ottima qualità, meglio se alleggerito con pomice o lapillo, in grado di evitare alla torba di compattarsi e creare ristagni.

4. Ogni volta che poti un’ortensia, tra febbraio e marzo, esegui al contempo una buona concimazione NPK (azoto, fosforo, potassio) con microelementi.

5. Attenzione all’uso dei sottovasi: possono provocare i temuti ristagni idrici, dannosi per la pianta.

Le ortensie sono piante rifiorenti?
Con un po’ di pratica, dell’ortensia si può controllare molto con le potature: si può decidere quanto sarà alta, quanti saranno i rami, quante saranno le infiorescenze e le loro dimensioni. In alcuni casi abbiamo visto che si può anche determinare il colore del fiore agendo sul ph. P
erò una cosa rimane sempre uguale con le ortensie: sono programmate per fiorire una sola volta all’anno. Dare loro extra concime o potarle dopo la fioritura non produce una nuova ondata di fiori, come succede con le rose. Tuttavia, più cure e attenzioni darai alla pianta, più bella, sana e fiorifera sarà l’ortensia l’anno successivo. Negli ultimi decenni sono state introdotte ortensie in grado di produrre fiori sia su legno nuovo sia sul vecchio, quindi non proprio rifiorenti ma molto fiorifere rispetto alla media. La più nota è Hydrangea macrophylla ‘Endless Summer’.

L’isola delle Ortensie
Il suolo di origine vulcanica delle Azzorre è ricco di microelementi e di materia organica. Se a questo aggiungete che il clima è tropicale, quindi caldo e costantemente umido, allora avete la situazione ideale per crescere le ortensie. Importate dalle Americhe, le ortensie si sono diffuse con facilità nell’arcipelago delle Azzorre – che oggi accoglie grandi macchie selvatiche di quella che è considerata una pianta da giardino – e sono accomunate dal colore delle infiorescenze, il blu, dovuto alla natura acida del suolo delle isole. Le Azzorre sono un arcipelago di 9 isole in mezzo all’Oceano Atlantico, un paradiso tropicale per gli amanti della natura, delle piante e dei colori, a poche ore di volo da noi, come puoi scoprire leggendo questo blog di viaggio.
» Azzorre, un giardino tropicale

Photo by Gucky.it

La collezione Shamrock
Una delle collezioni di ortensie più grande del mondo si trova a Varengeville sur mer, nel nord della Francia, un luogo che ogni appassionato di piante, non solo di ortensie, dovrebbe visitare una volta nella vita. Qui, affacciati sul canale della Manica, i 2,5 ettari dei giardini Shamrock ospitano una straordinaria raccolta di 2.000 piante (e 1.200 varietà) provenienti da tutto il mondo, frutto di una monumentale ricerca della botanica e cacciatrice di piante Corinne Mallet. I giardini sono aperti e visitabili solo da metà giugno a metà settembre, i tre mesi in cui le piante raggiungono il loro apice vegetativo e floreale.
» Le meraviglie della collezione Shamrock

LE MALATTIE DELL'ORTENSIA

CLOROSI FERRICA
Sintomi
Un substrato troppo calcareo (pH 8-8.5) blocca l’assorbimento del ferro da parte della pianta, che presenta un aspetto stentato e un evidente ingiallimento delle foglie.
Cura
In emergenza (ma anche preventivamente) somministra un prodotto a base di chelato di ferro che la pianta riuscirà ad assimilare. Ma la soluzione migliore sarebbe cambiare il terriccio con uno nuovo, acido o subacido e ricco di compost e materia organica.

COCCINIGLIA PULVINARIA
Sintomi
Piccoli animaletti bianchi colonizzano i rami e la pagina inferiore delle foglie provocando la sofferenza della pianta, che deperisce vistosamente. È anche presente una sostanza zuccherina (melata) che induce il proliferare di funghi.
Cura
Se non vuoi ricorrere alla chimica, puoi limitare meccanicamente il dilagare dei parassiti, individuando ed eliminando per tempo le piccole sacche bianche cariche di centinaia di uova.

MACULATURE FOGLIARI
Sintomi
Il fogliame presenta macchie abbastanza regolari di colore rosso bruno. Le maculature tendono a propagarsi e a divenire necrotiche, provocando quindi lacerazioni e deperimento della lamina fogliare e a volte dei rami.
Cura
Questa malattia fungina si previene con giuste pratiche agronomiche, evitando ristagni ed umidità eccessive, e con trattamenti con prodotti a base di rame, che all’occorrenza possono essere effettuati in emergenza.

OZIORRINCO
Sintomi
I bordi delle foglie risultano mangiati in maniera metodica ma non c’è alcuna traccia di parassiti in giro. È opera dell’oziorrinco, un insetto le cui larve erodono anche le radici dell’ortensia provocando appassimenti repentini della pianta.
Cura
Puoi alzarti nel cuore della notte e cogliere in flagrante il piccolo parassita oppure puoi posizionare in terra delle apposite trappole che lo neutralizzino una volta per tutte.

L’ORTENSIA: REGINA DEL GIARDINO ESTIVO